"C'era una volta ......" ed ecco che d'incanto ci ritroviamo in paesi lontani, in un tempo senza tempo, in un viaggio dove si incontrano strani personaggi e paesaggi ed oggetti di un altro mondo, misterioso e fantastico.
"Il c'era una volta ....." che da il via al racconto introduce istantaneamente un tempo e uno spazio altri. Un tempo che non è il nostro, che non è il tempo mitico delle origini dell'umanità, che non è collocabile in un passato storico più o meno lontano, ma i cui significati vivono nel tempo di ogni tempo e dell'eternità, nella storia e nell'intimo della psiche umana.
E' la magia della fiaba che giocando con i registri del tempo e dello spazio e rappresentando l'uno attraverso l'altro ci racconta della vita, dei sentimenti, delle prove e del destino dell'essere umano. E' l'incanto di un racconto che ci dice della natura umana e dei misteri dell'esistenza, che ci parla della trasformazione della personalità e dell'ampliamento della coscienza di un protagonista fantastico, ma pienamente umano e realistico, con un linguaggio ricco di analogie, di simboli e di metafore, con una lingua comune ad ogni essere umano, in tutte le epoche e per tutte le razze.
Secondo una chiave di lettura psicologica le fiabe possono essere considerate come perfette metafore dell'esperienza umana e dei suoi processi di crescita. I loro contenuti in genere non hanno niente a che fare con la vita reale delle persone, ma riguardano piuttosto i conflitti interiori, le vicisitudine della psiche e i grandi dubbi esistenziali (chi sono? da dove sono venuto? quale è il mio posto nel mondo? quesiti ai quali si da senso solo a costo di grandi rischi e profonda ricerca) che spesso sono incomprensibili ai più e privi di soluzione.
La fiaba è racconto dell'avventura del crescere e del diventare adulti, è "catalogo dei destini che possono proporsi a un uomo e a una donna" (Bettelheim), soprattutto per quella parte della vita che è il divenire dell'esistenza: la nascita, il distacco dalla casa d'origine, le prove per diventare adulto e poi maturo.
Le fiabe ci parlano di desideri non realizzabili che si realizzano, di piccoli eroi, di poveracci isolati ed emarginati che diventano importanti, di torti riparati.
"Le fiabe sono racconti utopico-popolari" (Richter), ma contemporaneamente storie realistiche, uno specchio magico sulla cui superficie deformata ed offuscata appaiono i bisogni e i desideri di coloro che necessitano di "aiutanti magici" per trovare la felicità.
I mondi della fiaba rispecchiano i nostri ideali e le nostre speranze: il coraggio, l'audacia dell'intelligenza e l'intuizione di essere nato libero e principale protagonista del proprio destino insieme alla magia degli eventi della vita.
La fiaba comunica al lettore-ascoltatore una comprensione intuitiva e subconscia della propria natura e di ciò che il futuro può avere in serbo per lui, se svilupperà le sue potenzialità positive. Egli avverte così che la condizione dell'essere umano in questo nostro mondo comporta l'accettazione di ardue prove, ma anche l'incontro di meravigliose avventure e di grandi felicità.
Ecco allora che la fiaba, lungi dal porre richieste, rassicura, infonde speranza nel futuro ed offre la promessa di un lieto fine. La speranza che dopo tante fatiche un mondo meraviglioso attende il nostro eroe.
Il lieto fine è qualcosa che il lettore, indipendentemente dalla sua età, aspetta sin dall'inizio della storia. Per quanto temibile e difficile sia la situazione che il protagonista sta vivendo si deve determinare una improvvisa e felice svolta positiva nella narrazione (Nelle fiabe tradizionali avviene, in genere, che l'eroe incontra un grande successo e il cattivo incontra la sua meritata punizione) e soltanto questa certezza può dare la forza di crescere bene, sicuro e con un senso di fiducia per il futuro e di rispetto verso se stesso e gli altri.
Rimane, comunque, la percezione e la consapevolezza che ogni fiaba vive tante interpretazioni quanti sono gli ascoltatori, ogni volta portatrice di significati molteplici, ma anche diversi a seconda dell'età, della condizione e dei momenti della vita del lettore. "Tutte le fiabe che si rispettino sono significanti a più livelli" (Bettelheim) e ci consegnano generosamente i loro tesori nascosti e i significati più profondi in modo diverso a ciascuno di noi e diverso per la stessa persona in momenti differenti della sua vita, a seconda dei suoi interessi e dei suoi bisogni.
Fin dai tempi remoti gli esseri umani si sono ispirati anche alle fiabe per trovare spiegazioni riguardanti la natura umana e i misteri dell'esistenza e questo valore rimane significante anche in un tempo dove si fa fatica a pensare e a raccontare che "C'era una volta un pover'uomo e una povera donna, che possedevano soltanto una capannuccia e vivevan di pesca; e campavano alla giornata. Ma un giorno che l'uomo sedeva presso l'acqua e gettava la sua rete, gli accadde [.................]. E vissero felici e prosperi fino alla morte".
© AF, novembre 2003
Bibliografia:
Bruno Bettelheim, Il mondo incantato, Feltrinelli 1997
Nicole Belmont, Poetica della fiaba, Sellerio 2002
Dieter Dieter, La luce azzura, Mondadori 1995
Vladimir J. Propp, Le radici storiche dei racconti di fate, Boringhieri 1985
Italo Calvino, Fiabe italiane, Einaudi 1983
Jacob e Wilhelm Grimm, Fiabe, Einaudi 1951
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